Esite una teoria secondo la quale alcuni alimenti curano gli organi a cui somigliano. E' esposto nei testi di Paracelso, ma anche negli scritti del filosofo Jakob Böhme secondo cui il Creatore (l’Ordinatore
Supremo) ha contraddistinto tutto ciò che ci circonda con un “segno”
personale e caratteristico, attraverso un curioso linguaggio di simboli e
di analogie, che si sarebbe svelato ai maestri di vita più meritevoli.
Una pianta con parti somiglianti ad organi umani, apparati o funzioni
è utile per curare o sostenere quegli organi, apparati o funzioni.
Questo concetto è ben confermato dai cultori delle Medicine Naturali i
quali e non solo per antica tradizione, affermano che un alimento o
pianta con una forma o una struttura “somigliante” ad un organo corporeo
o a una funzione fisiologica o ad un elemento presente nel corpo umano è
considerato aver una funzione terapeutica e benefica per la persona che
se ne nutre o lo assume secondo le modalità e quantità prescritte.
Si ricordi che anche il principio fondamentale dell’Omeopatia,
tratteggiato da Samuel Hahneman, descrive chiaramente "il simile cura il simile" (similia similibus curantur).
Di queste osservazioni si è avvalso anche E.Bach sperimentando e poi
utilizzando con successo i suoi famosi “fiori terapeutici”che si basano
proprio sulle loro ben precise signature.
La carota affettata (per traverso) assomiglia molto all’occhio
umano. Pupilla, iride e linee a raggiera sono evidenti. La scienza ci
insegna che le carote contengono Betacarotene, una vitamina
oleosolubile, vero toccasana per la vista e la diminuzione della visione
notturna è causata dalla sua carenza. Un altro componente presente
nelle carote è la
Luteina (Carotenoide). Se la Luteina è
carente la parte della retina sensibile alla luce può danneggiarsi.
Varie ricerche hanno confermato che supplementi di Luteina naturale
possono supportare e nutrire il pigmento maculare. Negli anziani,
infatti, ad essere a rischio è soprattutto la densità del pigmento
maculare che, se danneggiato gravemente, può portare anche alla cecità.
Il pomodoro ha quattro camere ed è rosso. Tutte le ricerche
mostrano che i pomodori effettivamente sono un alimento elettivo per il
sangue e il cuore.
I pomodori sono ricchi di Licopene (E160d), carotenoide e potente
antiossidante, un cosiddetto scavenger (spazzino di radicali liberi) che
aiuta nella prevenzione dei tumori (specie quelli della prostata e
della mammella), protegge dagli effetti nocivi dei raggi UV e favorisce
la funzione circolatoria.
I chicchi d’
uva sono riuniti in grappoli che hanno la forma del
cuore; ogni chicco assomiglia a una cellula del sangue e tutte le
ricerche odierne mostrano che l’uva è un alimento che ravviva
profondamente il cuore e il sangue; ed il vino rosso…fa buon sangue.
Studiando il “paradosso francese” si è scoperto nella buccia degli acini
un potente cardioprotettore: il
Resveratrolo.
La noce assomiglia a un encefalo in miniatura, con un emisfero
destro e un emisfero sinistro, 2 cerebri in alto e 2 cervelletti in
basso.
Persino le rughe o pieghe della superficie richiamano la neo-corteccia.
Oggi la scienza ci dice che le noci aiutano a sviluppare i
neurotrasmettitori per la funzione cerebrali, sono ricchi di nutrienti
per nutrire il DNA e le cellule nervose. Ricchi di Omega 3 e 6 contro il
colesterolo “non buono” (LDL) nocivo in questo caso, sulla circolazione
cerebrale. Contengono inoltre molto Fosforo, Calcio, Ferro, Zinco ed
aiutano il ciclo di Krebs.
I fagioli aiutano a mantenere sana la funzione renale e, se
consumati correttamente, sono alimenti ricchi di proteine nobili che
donano energia e vitalità (ricordare il detto: “andare avanti a forza di
reni”). Osservandoli bene hanno esattamente la forma del rene, con
tanto di bacinetto e surrenali.
Il sedano, il rabarbaro e altre piante
assomigliano proprio alle ossa. Questi alimenti sono specificamente
diretti a rafforzare le ossa. Le ossa sono costituite per il 23% da
sodio, poi Calcio ma anche Silicio. Se nella vostra alimentazione non vi
sono questi minerali a sufficienza, il corpo li estrae dalle ossa,
indebolendole. Attenzione, quindi, ad un alimentazione troppo acida, si
mobiliterà il Calcio dalle ossa per tamponare l’eccesso di acidità.
Questi alimenti vanno a nutrire la struttura ossea e quindi scheletrica.
Avocado e Pere sono mirati alla funzione e alla salute
dell’utero e della cervice della donna ed hanno proprio l’aspetto di
questi organi. Alcune ricerche mostrano che, se una donna mangia un
avocado alla settimana, riequilibra gli ormoni, fa eliminare il peso
eccessivo dopo la gravidanza e previene le degenerazioni della cervice
uterina. Una straordinaria corrispondenza? … occorrono esattamente 9
mesi per far crescere un avocado, dal fiore al frutto maturo.
I fichi sono pieni di semini (che ricordano gli spermatozoi), e
quando crescono pendono dal ramo a coppie come i testicoli. I fichi,
per la signatura rerum, migliorano la qualità dello sperma maschile,
aumentando i numero degli spermatozoi e rinforzandoli; contrastano così
la sterilità maschile. Il fico ricorda, osservandolo bene, anche
l’interno dell’intestino tenue con i suoi villi intestinali per cui i
fichi sono utili anche come blandi lassativi. Molti autori affermano che
sono indicati anche per i disturbi dell’utero.
Le patate dolci assomigliano, secondo la signatura, al pancreas
e di fatto possono agevolare l’equilibrio dell’indice glicemico, anche
nei diabetici. La patata o patata americana viene usata dalle
popolazioni giapponesi per curare anemia, ipertensione e soprattutto il
diabete.
Il Topinambour ricorda una uomo grassottello, con ritenzione
idrica, anche tastandolo con le dita sembra ricchissimo di acqua;
infatti, grazie a un altissimo contenuto di
Inulina,
una particolare fibra altamente solubile in grado di riequilibrare la
flora intestinale, è il migliore alleato alimentare per il controllo del
diabete e per tutti coloro che desiderano abbassare la glicemia
naturalmente. Per cui, se consumato senza condimenti pesanti, è ideale
nelle diete dimagranti nonchè per contrastare la ritenzione idrica.
Le olive sostengono la salute delle ovaie, oltre alle molte funzioni delle ghiandole linfatiche.
Approfondimenti clinici hanno inoltre dimostrato che il particolare
rapporto fra gli acidi grassi saturi, monoinsaturi e polinsaturi che
caratterizzano la composizione dell’olio dell’oliva e la naturale
presenza di tocoferoli e polifenoli, fanno sì che esso possegga una
serie di preziose proprietà, quali un’azione ritardante l’invecchiamento
cellulare, un azione preventiva nei confronti della formazione di
calcoli biliari, un effetto antitrombico ed ipocolesterolimizzante.
Pompelmi, arance e altri agrumi assomigliano alla ghiandola
mammaria, ed effettivamente aiutano la salute delle mammelle e
l’afflusso e il deflusso della linfa dalle ghiandole mammarie. Inoltre,
essendo ricchissimi di vitamina C hanno benefici effetti sulla cellulite
perché rinforzano i vasi sanguigni e migliorano la circolazione.
Le cipolle somigliano, secondo la signatura, alle cellule del
corpo. Si può notare il nucleo e gli strati di citoplasma. Le ricerche
della scienza dell’alimentazione mostrano che le cipolle aiutano, in un
certo senso, a ripulire i materiali di scarto da tutte le cellule del
corpo. Stimolano anche la lacrimazione che pulisce gli strati epiteliali
degli occhi anche da impurità. Le cipolle contengono
Metionina che è un aminoacido grande purificatore delle cellule epatiche. La cipolla è utile come ottima prevenzione antitumorale
La
Banana è simbolicamente legata alla forza dell’organo sessuale maschile. È vero! Sembra una forzatura goliardica ma non lo è.
Energia: con sole 100 calorie circa, la banana contiene saccarosio,
fruttosio e glucosio, che forniscono un immediato rifornimento
d’energia. Gli sportivi mangiano per questo motivo le banane prima e
dopo la loro attività. Buon umore: Banana è un frutto di longevità. Il
triptofano contenuto nella banana, è un aminoacido essenziale responsabile per la produzione di
serotonina. La serotonina è un ormone che riduce lo stress e migliora il tono dell’umore.
L’arachide giova ai testicoli e alla libido sessuale. Oltre
alla vitamina E ed all’Inositolo ed allo Zinco in esse contenuti, che
favoriscono la fertilità, molte persone non si rendono conto che
l’Argentine, componente del Viagra, viene dall’arachide. Se snoccioli
un’arachide ed apri il seme in due, all’estremità troverai un simbolo
piccolissimo: un coniglietto che simboleggia la fertilità, la fecondità e
l’abbondanza, anche se tradizionalmente sono state inserite tra la
frutta secca in realtà si tratta di un legume (Arachis Hypogea) che in
greco significa “sottoterra”. D’origine americana l’arachide ha una
ricchezza di proteine vegetali e grassi con molti sali come fosforo
(importante per la molecola base dell’energia ATP (adenosintrifosfato).
Il cavolo ed il cavolfiore (cruciufere) sono ricchissimi
di composti isotiocianati. Questi elementi, contenuti in questi
vegetali, sono infatti ormai ampiamente accreditati per le loro
proprietà antitumorali. Il meccanismo d’azione pare essere legato alla
capacità di rimuovere scorie tossiche presenti all’interno
dell’organismo e potenzialmente cancerogene. In pratica questi
alimenti svolgerebbero una profonda azione detossificante (come ha
dimostrato anche il Dr. Max Gerson), capace di proteggerci
dall’insorgenza di alcune forme tumorali. Si noti la sua somiglianza ad
alcune masse tumorali.
Il Pistacchio: guardando bene la sua forma, consistenza ed il
colore ricorda veramente un calcolo biliare di colesterolo. Alcuni
ricercatori americani invitano a consumarne 30 grammi al giorno (1
tazzina) e 5 volte alla settimana in quanto possono aumentare il livello
del colesterolo HDL (quello cosiddetto buono). Il pistacchio ha inoltre
la capacità di tenere sotto controllo la pressione e prevenire
l’ipertensione. Ricco di antiossidanti come la luteina e betacarotene.
Questi antiossidanti evitano che le pareti dei vasi sanguigni si
ricoprano di colesterolo. Per meglio comprendere la capacità del
pistacchio di spaccare questi depositi di colesterolo bisogna risalire
alla “signatura” della pianta che lo produce. La
Pistacia Terebinthus
è un arbusto particolarmente forte che non soffre né caldo né vento né
siccità né altre intemperie e le sue radici sono in grado di spaccare
rocce e sassi (in Sicilia la Pistacia è anche chiamata “
spaccasassi”)
per aprirsi una via di crescita anche nei terreni più difficili. Si
capisce ora come possa agire sulle concrezioni di grassi nelle arterie.